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Ashtavakra Gita

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Brhadaranyaka Upanisad

 

 

Concetti generali > La condizione del Liberato :


JVANMUKTNANDALAHAR
(La Beatitudine del Jvan-mukta)

di Sri Adi Sankara

 

Come immagini osserva la gente di citt, uomini e donne dalle forme diverse, abbigliati con abiti attraenti e adornati di gioielli; il saggio li vede e si mescola felicemente tra loro. Il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Nella foresta vede gli alberi piegare il capo sotto il dolce peso delle foglie e dei frutti, che donano un'ombra spessa e ospitano il canto degli uccelli, ad essi ricorre durante il giorno per pregare e la notte per dormire col suolo come giaciglio. Il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Vive talvolta presso la residenza di un uomo ricco, talvolta su una montagna o sulle sponde di un fiume, talvolta nella capanna di asceti eremiti,
il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Capace di divertirsi in compagnia di ragazzi giocosi o di giovani donne ridenti, come di piangere insieme a gente anziana e dal cuore appesantito e malinconico, il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Talvolta conversa con eruditi e con gente che ha una profonda conoscenza, talvolta con poeti abili nel tratteggiare figure e sentimenti, come con eminenti logici dediti al retto ragionare all'inferenza; il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Lo si trova impegnato nella pratica della meditazione dell'Assoluto, talvolta nell'adorazione di Dio, in gioia e umilt; con fragranti fiori in boccio o con petali e foglie maturi; il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso.

Che canti, con le lacrime agli occhi, i molti nomi della consorte di Shiva (Sakti) oppure di Sambhu (Shiva), piuttosto che di Vishnu o di Gaiapati o anche del Sole visibile,
il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Si bagna talvolta nelle acque del Gange, talvolta con l'acqua del pozzo o anche di uno stagno, con acqua fredda o con acqua calda; talvolta cosparge il suo corpo di cenere bianca, talvolta di canfora; il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Nello stato di veglia opera perfettamente con gli organi di senso in mezzo agli oggetti dei sensi, cos nei sogni fruisce degli oggetti che l gli si offrono, quindi nel sonno profondo gode la beatitudine continua di tale stato;
il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Vestito dei punti cardinali [nudo], o abbigliato con vestiti costosi, oppure coperto attorno ai fianchi da una pelle di tigre, con la mente controllata, in completo distacco e godendo nel cuore di ogni bene, il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Saldo nel Satva-guna oppure motivato dal Raja-guna, e poi influenzato dal Tamas e infine libero dai tre, oppure uomo di mondo, o ancora, rivelandosi versato nella conoscenza vedica, il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Talvolta lo si vede osservare il silenzio, oppure attivo in discussioni prolisse, o inaspettatamente scoppiare in un riso di gioia spontanea, oppure assorbito nell'osservazione, il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Passa dalla propria bocca palline di riso (o altre oblazioni) nella bocca delle Sakti (dee) e ne prende dalla loro, cos dichiara l'Unit laddove la distinzione tra il proprio s e quello dell'altro svanita; il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Vive a proprio agio in compagnia di Shivaiti come in compagnia di Shakta,  altrove insieme ai devoti di Vishnu o del Sole, oppure con gli adoratori di Gaiapati poich tutte le differenze sono svanite con la realizzazione dell'unit; il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Visualizza la sua stessa forma come Shiva (il benevolo) oppure come il senza-forma, talvolta in una forma associata ai tre Guna, guardandovi talora con meraviglia o con piacere interiore. Il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Vedendo ogni cosa come l'Uno, auto-esistente e benevolo, grazie alla realizzazione e alla pratica del significato dei Mahvkhyas, libero dalla cognizione erronea di dualit e sempre ripetendo la parola Shiva,
il saggio, cui l'ignoranza stata dissipata dalla grazia del Maestro, non ne affatto illuso. 

Se un essere umano, toccato dalla benedizione, immerge s stesso costantemente nelle acque dell'innata beatitudine, raggiunge lo stato di Liberazione situato nel Supremo Shiva, ottenibile attraverso la grazia dello sguardo del Maestro; Egli colui che i saggi chiamano yogi, tygin e Kavi.

[tradotto da http://www.kamakoti.org/ ]

 

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