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Tradizione orientale
La Tradizione indù, nel suo complesso, è essenzialmente fondata sui Veda, parola che significa Conoscenza tradizionale per eccellenza e Scienza Sacra. Le diverse concezioni metafisiche e cosmologiche dell'India sono sviluppi, "punti di vista" (darsana), per nulla incompatibili, dell'unica dottrina costituita dai Veda, principio e fondamento di tutti i Rami derivati.

Vedanta Advaita
Il Vedanta Advaita è metafisica tradizionale e come tale s'interessa di ciò che è "al di là della Fisica", della Natura, delle forme grossolane e sottili, del sostanziale, dell'Uno stesso principiale, del Dio-persona; al di là dell'oggettivo e del soggettivo, al di là di ogni possibile polarità.
Ciò implica che il Vedanta Advaita porta all'Assoluto inqualificato, alla Costante, all'Infinito, al Non-Essere in quanto puro e unico Essere, all'Incondizionato, all'Uno-senza-secondo. Da ciò si può dedurre che tale dottrina implica l'esclusione di ogni forma di panteismo, immanentismo e psichismo.


Ultime Pubblicazioni:

Brahmasutra con il commento di Raphael

Il Brahmasutra, vista l’enorme importanza dell’opera, è stato commentato
da molti Maestri realizzati, da eruditi, ricercatori culturali, ecc.
Questi commentatori hanno interpretato il testo da diversi punti di vista, secondo il loro bagaglio culturale, spirituale o semplicemente eruditivo.
Così ci si trova di fronte a una interpretazione teistica, ritualistica, advaita, ecc. oramai codificate per cui non è facile discostarsi.
È capitato anche che alcuni termini sono stati alterati o modificati per venire incontro alle proprie esigenze interpretative.
Si può citare qualche nome di commentatori degni di rilievo, tra i tanti altrettanto validi: Ramanuja, Madhva, Nimbarka, Vallabha, Srinivasa, Bhaskara, Baladeva, ecc.
Uno dei più significativi e profondi commentatori è stato senz’altro Shankaracharya che ha dato, dalla prospettiva del Brahman nirguna, un contributo notevole sotto l’aspetto filosofico-metafisico, condividendo
l’esposizione del Maestro Badarayana.
Raphael ha dato, in certi punti, qualche riferimento alla Tradizione occidentale, mettendo in rilievo che la Verità metafisica è una, mentre le
verità del mondo sensibile sono molteplici.
Qualche volta si è anche dilungato su alcuni aspetti della Dottrina perché il Brahmasutra conteneva già in embrione quel problema. D’altra
parte, l’opera è scritta in sutra molto sintetici, per cui alcuni di essi, di
una certa importanza, possono essere sviluppati rimanendo comunque
nell’ambito del pensiero di Badarayana e di conseguenza della Tradizione
vedanta; inoltre, ciò risulta rilevante per i ricercatori occidentali che per la prima volta si accostano a quest’opera fondamentale del Vedanta.
Coloro the vogliono approfondire la tematica in questione possono consultare l’ampio, approfondito e completo bhasya (commentario) di
Sankaracarya, codificatore del Vedanta advaita, pubblicato dalle Edizioni
Asram Vidya. Il presente lavoro può cosi rappresentare un semplice studio preliminare a quello.

L’opera pubblicata dalle Edizioni Asram Vidya, che ha in catalogo anche la medesima opera col commento di Shankaracharya è stata pubblicata nel mese di Aprile 2005 ed è in vendita nelle librerie a 24 Euro.

tratto da: Periodico Vidya Bharata - Nº 8 - Giugno 2005

 


PRASNA UPANISAD con il commento di SANKARA

 La Prasna Upanisad appartiene all'Atharva Veda, e deve il suo nome ai "Quesiti" (prasna) rivolti al rsi Pippalada da sei saggi già conoscitori del Brahman non-supremo o qualificato (saguna) e sospinti da una istanza realizzativa per il Brahman supremo o non-qualificato (nirguna). I Quesiti riguardano prima alcuni aspetti relativi alla manifestazione, quindi al divenire ciclico, e poi affrontando problematiche di ordine metafisico o dell'Essere che è e non diviene.

Il Primo Quesito riguarda l'origine delle creature viventi; il saggio indica in Prajapati, il Signore delle creature, il principio da cui originano tutte le cose; accenna anche alle due Vie postume e alle qualificazioni necessarie per accedervi. Nel secondo Quesito si elogia l'atman, nella forma del prana, quale aspetto riflesso che permea la totalità, dal piano individuale sino all'unicersale. L' Upanisad assimila il prana a vari enti, dal semplice soffio vitale ai deva fino a Prajapati, "il Signore degli esseri creati" e allo stesso Sè.

Nel Terzo Quesito vengono trattati e approfonditi gli argomenti inerenti al prana: origine, modalità di accesso nel corpo, suddivisione e permanenza nel veicolo, via per la quale avviene il distacco alla dipartita.

Nel Quarto Quesito, esaurita la trattazione di ciò che appartiene al divenire ciclico ed è oggetto della conoscenza non-suprema (aparavidya) si perviene alla esposizione del Purusa quale Principio trascendente, supremo e assoluto da cui tutto discende e in cui tutto si riassorbe.

Il Quinto Quesito, tratta della meditazione sulla sillaba sacra Om composta delle tre misure A, U, M, corrispondenti rispettivamente agli stati di veglia, sogno e sonno profondo nella coscienza individuale e alla totalità grosolana, sottile e causale in relazione all'esistenza universale.

Il Sesto Quesito tratta del Purusa "dalle sedici parti", cioè del Brahman che, riflettendosi in ogni essere come jivatma o "sè vivente", appare come se possedesse le sedici funzioni individuali quali ulteriori aspetti progressivamente diversificati di tale principio-riflesso di coscienza.

La Prasna, Upanisad, presenta sia dei motivi psicologici e meditativi sia delle tecniche che si ritrovano nello Yoga classico di Patanjali, ma nello stesso tempo afferma con le semplici parole del rsi Pippalada la Non-dualità dell'Essere supremo: " Ecco quanto conosco su questo Brahman supremo: non vi è nulla che Lo trascende".

Nonostante la sua coincisione, l'Upanisad comprende tutta la dottrina e offre una istruzione realizzativa completa.

Il commento di Sankara è volto a dissipare ogni possibile dubbio eliminando qualsiasi controversia, che possa scaturire da una inesatta interpretazione. Egli intende mettere in luce la Realtà ultima quale Non-dualità (advaita) che è ripetutamente espressa nelle Upanisad come la natura stessa del Brahman.

 

 EDIZIONE ASRAM VIDYA
ANNO 2004
Euro 14,00

 

 

 


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