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Avadhuta Gita

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Dattatreya

La leggenda vuole che i genitori di Dattatreya fossero una coppia molto pia e che praticassero delle austerità per lungo tempo al fine di ottenere un figlio tanto desiderato. La madre voleva intensamente che suo figlio fosse incarnazione del Nirguna Parabrahman (il Brahman Supremo privo di forma). Ma data l'impossibilità che il senza-forma prendesse una forma, Brahma, Vishnu e Shiva le accordarono che il bambino sarebbe stato loro figlio. Dattatreya era un Avadhuta, uno "vestito di cielo", che sarebbe stato percepito dagli uomini come un asceta nudo.

Dattatreya non dichiarò mai di avere ricevuto l'istruzione da un Guru tradizionale, dichiarò invece di avere avuto ventiquattro Guru: l'acqua, il mare, vari animali, un fabbricante di frecce, ecc. Apprese così le varie tipologie di virtù: "La Pazienza dalla Terra, la Luminosità dal Fuoco, l'Imperscrutabilità dall'Oceano, la Solitudine dalla Foresta e così via, fino a sintetizzare tutte queste diverse virtù nella sua straordinaria vita" (XI. 7 Srimad Bhagavata citato da R.D. Ranade in Mysticism in India: Poet-Saints of Maharashtra 1983:p. 9), trovando l'istruzione spirituale attraverso questi e altri fenomeni naturali.

Dattareya è considerato l'esempio massimo del rinunciante. La sua Avadhuta Gita è considerata talmente essenziale che i sannyasin che hanno rinunciato a qualsiasi possesso materiale, si dice possiedano una copia della sua Gita (H.P. Shastri). Non di meno, l'approccio di Dattatreya, servendosi di qualunque oggetto ed esperienza per la meditazione individuale, è del tutto appropriato per coloro che affrontano il cammino dalla posizione sociale dell'uomo comune. 

L'Avadhuta Gita è una delle più chiare esposizioni della verità Non-duale. Lo spazio di un articolo non è sufficiente a darne un'idea esauriente. Nel Capitolo II, Dattatreya afferma "Non credere che coloro che sembrano immaturi, creduli, sciocchi, lenti, profani o falliti non abbiano nulla da insegnarti. Tutti loro insegnano qualcosa, impara dunque da essi." Nell'uso che Dattatreya fa di tutti i possibili Guru, troviamo che tutto ciò che normalmente è considerato un elemento dispregiativo, si applica come una categoria cui è tributato valore e deferenza. Questo tema prosegue nel Capitolo II "Non sottovalutare il tuo Guru se dovesse essere carente di lettere e di erudizione. Prendi la Verità che ti sta insegnando e ignora tutto il resto. Ricorda bene che un'imbarcazione dipinta e decorata ti farà certamente attraversare il fiume, ma altrettanto farà una barca semplice e disadorna." Né il Guru né il discepolo necessitano di erudizione. Devono soltanto essere saldamente nella verità. E' interessante trovare che questo insegnamento di Dattatreya descrive perfettamente Sri Nisargadatta Maharaj, che era un uomo semplice e illetterato, il cui insegnamento si è basato ampiamente sull' esperienza diretta, senza riferirsi alle scritture e senza conoscenza di libri.

Nel Capitolo III verso 19, Dattatreya dice: Quando c'è solo l'Atman, l'assoluta esistenza, e Quello sono io, dove è la Verità trascendente, dove la beatitudine, dove la conoscenza, secolare o spirituale?" La Verità oltre il duale è per coloro che hanno trascorso il loro tempo nella pratica e hanno acquisto una solida esperienza di ciò che queste parole significano realmente. L'Avadhuta incoraggia completamente ad andare oltre le nostre più radicate convinzioni spirituali. Per sottolineare ulteriormente quanto detto, nel Capitolo III, verso 21 troviamo: "Rinuncia, rinuncia al mondo, e poi rinuncia al rinunciare, poi abbandona l'assenza di rinuncia. Tu sei naturalmente onni-pervadente come lo spazio e conoscenza assoluta." Questo ci porta al di là del dualismo relativo alla nostra idea dello stato di vita, che sia di rinunciante o di uomo comune, e situa la nostra natura nell'Assoluto.

Dattatreya viene raffigurato come un asceta con le tre teste di Brahma, Vishnu e Shiva, racchiudendo le connotazioni di Dio quale creatore, conservatore e distruttore. Tiene nelle mani alcuni oggetti di significato spirituale, il japa mala (rosario), la brocca d'acqua, il damaru (tamburo della creazione), il tridente, la conchiglia, il disco. Il damaru e il tridente sono caratteristici accessori di Shiva; il disco e la conchiglia sono associati a Vishnu. La brocca per l'acqua è uno dei pochi possessi di un asceta, come il rosario. Dattatreya è inoltre raffigurato in compagnia di quattro cani che rappresentano i quattro Veda.

L'insegnamento di Dattatreya proseguì attraverso il lignaggio Navnath Sampradaya.

Si tramanda anche che Dattatreya fu maestro di Patanjali, una ipotesi controversa menzionata nel Markandeya Purana, dove si dice che insegnò l'Asthanga Yoga a Patanjali, il quale successivamente scrisse lo Yoga Sutra. 

[Tradotto e adattato da http://nisargadatta.net/]

 

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