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Libri in lingua italiana:

Mandukya Karika di Gaudapada - Ed. Asram Vidya

Mandukya Upanisad con commento di Sankara - Ed. Asram Vidya

 

Risorse in lingua inglese:

Mandukya Karika di Gaudapada [versione inglese senza commento ]

Mandukya Upanisad [versione inglese senza commento]

 

 

 


Gaudapada

Gaudapada è il primo autore noto dell' Advaita Vedanta il cui lavoro sia giunto fino a noi. Può essere definito il fondatore della dottrina Ajati Vada nell'Advaita Vedanta. Gaudapada è indicato come il Maestro di Govinda Bhagavatpada, Maestro di Sankara. Esistono ben poche notizie intorno alla persona di Gadaupada. Il nome Gauda suggerisce che non fosse nativo dell'India, per cui molti luoghi, dal Kashmir al Bengala, sono stati indicati talvolta come paese di origine. [...]

Gaudapada scrisse la Gaudapada Karika (GK) che costituisce il testo espositivo della Mandukya Upanisad. La GK è suddivisa in quattro libri intitolati Agama-prakarana, Vaitathya-prakarana, Advaita-prakarana and Alatasanti-prakarana. Di questi, il primo libro è intervallato con passaggi in prosa della Mandukya Upanisad, mentre i successivi tre sono indipendenti dal testo dell'Upanisad. Altri testi attribuiti a Gaudapada sono: sAm.khyakArikA bhAshya, uttaragItA bhAshya, nRsimhottaratApanI upanishad bhAshya e alcuni lavori su SrIvidyA upAsanA - subhAgodaya e SrIvidyAratnasUtra. 

Esistono delle controversie tra gli studiosi moderni attorno all'identità e alla filosofia dell'autore del Gadaupada Karika. Alcuni sostengono che ciascuno dei libri sia stato scritto da un autore differente, altri che tutti appartengano ad un unico autore. [...] Secondo la scuola Advaita i quattro libri sono stati composti da uno stesso autore umano chiamato Gadaupada, e quindi non possono essere considerati quali Sruti, sebbene il primo libro sia fondato su numerosi brani della Mandukya Upanisad. Secondo la scuola Dvaita, invece i 27 versi del primo libro non sono opera di un autore umano e sono perciò da considerarsi quali la Sruti e i passaggi della madukya upanisad.

La controversia più nota attorno alla GK verte sulla presunta influenza del buddhismo mahAyAna. [...]
E' chiaro che la GK sia scritta nella formula di un dialogo tra filosofia vedanta e le varie scuole del buddhismo mahAyAna, più propriamente le scuole yogAcAra e madhyamaka. Il quarto libro (alAtaSAnti prakaraNa) fa riferimento alla scuole buddhista Agrayana. Inoltre, la nota metafora dell'Alatacakra è di origine buddhista. L'Alatacakra è un tizzone ardente che mosso circolarmente crea l'impressione di un cerchio infuocato. E' interessante notare che Gaudapada inverte il senso della metafora buddhista. I Buddisti usano la metafora per ribadire che la figura del cerchio è un'illusione, essendoci niente altro che momentanee posizioni spaziali del tizzone. Quindi, dal punto di vista buddhista, si commette un errore attribuendo alla figura del cerchio una "propria natura" (svabhava). Gaudapada, invece afferma che il tizzone ardente è il substrato delle posizioni spaziali momentanee e che l'illusione di un cerchio è causata dal movimento impresso al tizzone.
In questo contesto, l'intera discussione sembra continuare l'antico dibattito filosofica tra svabhAva e nihsvabhAvatA e tra Atman e nairAtmya delle scuole vedantiche e buddiste. Secondo il commento di Sankara alla karika, Gaudapada usa la metafora e la terminologia buddhiste per giungere a conclusioni vedantiche sulla definitiva esistenza di un Atman indentico al Brahman come substrato (adhishThAna) di tutta l'esperienza. Il fatto che Gadaupada adoperi un linguaggio buddhista non significa che si un buddhista dissimulato e non è affatto da stupirsi che un vedantino abbia familiarità con la dottrina buddhista. La tradizione narra che il famoso compilatore del Purvamimamsaka, Kumarila Bhatta, si stato istruito da maestri buddhisti e jainisti, allo scopo di comprendere gli insegnamenti di tali scuole, prima di scrivere la sua opera. D'altra parte, nella stessa natura della filosofia indiana classica, la trattazione procede attraverso la definizione della posizione di un filosofo in relazione a quella di un altro, individuando dove esse coincidano e dove si differenzino. Una conoscenza profonda dei sistemi filosofici di altri è dunque necessaria perché tali confutazioni possano avere luogo.

(tradotto e adattato da The advaita home page )

 

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